CONCORSO INDETTO DAL SITO UNA PAROLA AL GIORNO PER IL 1 APRILE: “UN BURLA AL GIORNO”
Seguo questo sito da anni, è molto interessante e curioso e ogni giorno ricevo una newsletter con una parola del giorno, corredata di significato, etimologia e commento. Di solito collaborano a questo sito studiosi di filosofia, linguisti, glottologi, accademici ma anche tutti coloro che amano le parole, scoprirne l’origine e spiegarne l’evoluzione nella storia della lingua italiana lungo la linea temporale e nei diversi contesti d’uso.
Per il primo aprile, da qualche anno, il sito ha indetto un concorso chiamato “Una burla al giorno” per cui si invita chiunque a scrivere di una parola inventata come se fosse vera, indicandone il significato, l’etimologia e corredando la parola di un commento.
Questo concorso è davvero molto interessante e curioso, perché stimola la fantasia e la creatività e potrebbe essere un’attività molto divertente e utile da proporre in classe.
Ho deciso di partecipare con una parola cara ad una persona a me altrettanto cara, a cui dedico questo post. Grazie G.
LOVVARE
SIGN: amare, dall’inglese love, forma verbale che significare amare, piacere
ETIMOLOGIA: La parola lovvare deriva dall’inglese to love, amare, italianizzata in lovvare, con omissione del to inglese e raddoppiamento della v nella versione italiana per riprodurre più fedelmente la pronuncia originale della parola inglese
COMMENTO: Lovvare appare subito come una parola dolce, morbida, rotonda, sarà per quella vicinanza tra la labiovelare l e la fricativa labiodentale sonora V separate dalla vocale chiusa O che dona alla stessa articolazione un movimento che si chiude e si apre, a significare l’espressione di un sentimento soffice e tenero che ha difficoltà a venire fuori, e per questo si nasconde dietro ad una versione italianizzata che la rende tutta speciale.
Io ti lovvo ha lo stesso significato di Io ti amo ed esclude l’accezione inglese di to love “piacere” (I love swimming). Esprime un significato profondo, ancor più eloquente di Io ti amo, e contiene tutta la delicatezza delle anime sensibili e timide che hanno difficoltà a esprimere in modo manifesto i propri sentimenti. Il contenuto del messaggio è sfumato, come in un acquarello in cui sia difficile distinguere i contorni, tra i quali va ricercato l’intenzione e lo scopo del messaggio di colui o di colei che lo esprime. Tuttavia, una volta individuato, l’accezione della parola assume una brillantezza di colore che irradia luce e non può che generare empatia e tenerezza. Così, chi riceve questo messaggio, più facile a scriversi che a dirlo, in virtù di quella timidezza che la segue come un’ombra, non può che reagire sentendosi pieno di quei colori brillanti e di quella dolcezza che il suono stesso della parola evoca. Un modo divergente ma poliedrico per rivelare l’interiorità di un mondo nascosto come quello che è riposto all’interno di un’anima fragile ma resistente.
