Giornata mondiale del libro – 23 aprile 2022 – La librite
In occasione della Giornata Mondiale del Libro oggi parliamo della librite, una malattia progressiva, degenerativa poco diffusa e altrettanto poco conosciuta.
LA LIBRITE
Sintomi, prevenzione, cause, diagnosi
I più importanti fattori di rischio per la librite sono la curiosità, l’intelligenza, la profondità d’animo, lo studio matto e disperatissimo.
Cosa è
La librite è una sindrome molto rara, che si può sviluppare a partire dalla tenera età, di natura degenerativa e progressiva, che consiste nella lettura smodata, sfrenata, continua, costante e regolare, dalla quale difficilmente si può guarire. Non esiste un solo tipo di librite, bensì diverse forme della malattia, in relazione alla natura del soggetto colpito. Essa interessa tutti gli organi del corpo, ma si localizza soprattutto in quelli vitali, il cuore e il cervello.
Quanto è diffusa
Le stime ALI (Associazione della librite italiana) parlano di poche decine di casi che sviluppano la sindrome ogni anno. Negli ultimi anni si è osservata un’importante diminuzione dell’incidenza di casi negli stupidi, ma un aumento significativo in coloro che già soffrono di un’altra malattia molto diffusa: l’insonnia e l’avversione per TV e social media.
In base ai dati oggi disponibili, nel corso della vita, una persona su 5000 può sviluppare una librite acuta, mentre una su 10.000 una librite lieve.
La librite è una delle prime cause di impoverimento economico degli individui che ne soffrono e di emarginazione sociale dalla comunità o dal gruppo di pari.
Chi è a rischio
I più importanti fattori di rischio della librite sono la capacità di pensiero, la curiosità, l’intelligenza, la passione per la scoperta e la necessità di evolvere spiritualmente. Esiste un chiaro rapporto tra queste caratteristiche della personalità e la malattia, e ciò vale anche per l’esposizione passiva o la contaminazione ad opera di altri soggetti infetti. La librite, infatti, è altamente contagiosa. Più ci si espone a questi fattori di rischio, più probabilità ci sono che ci contragga la malattia. Secondo gli esperti, contano sia la quantità di tempo di esposizione ai fattori di rischio, sia il numero dei fattori concomitanti. Ma la durata potrebbe essere un fattore ancora più importante: se si inizia a pensare da giovanissimi e si prosegue per il resto della vita, ci si può ammalare addirittura di più rispetto a chi, comunque esposto ad altissimo rischio, pensa per un tempo più breve.
Tipologie
Dal punto di vista clinico si è soliti distinguere due tipi principali di librite che insieme rappresentano oltre il 90% di tutte le forme che colpiscono gli individui. La librite acuta, degenerativa e cronica, e la librite lieve, curabile ma difficilmente regredibile.
La librite acuta rappresenta il 10-15% dei casi e si manifesta per predisposizione genetica e in seguito a una sana educazione improntata allo studio e allo sviluppo del pensiero critico autonomo. Questa forma di librite è particolarmente rara ma quando si manifesta provoca danni irreparabili agli organi vitali e per i quali non è stata finora scoperta alcuna terapia risolutiva.
La librite lieve è diffusa nel 25-30% della popolazione e si manifesta in età adulta in seguito a contagio per contatto con soggetti affetti dalla sindrome. La librite lieve è più facilmente trattabile ma gli esperti dimostrano una incidenza maggiore di casi che peggiorano con la progressione dell’età.
Sintomi
La librite in molti casi resta per lo più asintomatica nelle fasi iniziali, infatti a volte la malattia viene diagnosticata nel corso di eventi particolari della vita del soggetto. Quando presenti, i sintomi più comuni della librite sono la lettura continua, ininterrotta, smisurata, eccessiva, costante e regolare nel tempo di libri appartenenti a generi diversi, che non passa o addirittura peggiora nel tempo; vertigini, senso di confusione e sbavamento di fronte alla vetrina di una libreria; euforia, allucinazioni, svenimento quando all’interno di una libreria; capogiri, delirio, perdita del senso dell’orientamento quando posti di fronte allo scaffale del proprio genere preferito; svuotamento delle tasche, uso esagerato della carta di credito, impoverimento costante fino a fallimento patrimoniale; consultazione durevole e regolare di IBS, Amazon e Libraccio; acquisto di libri vecchi e antichi sui siti dei collezionisti a prezzi esorbitanti; collezione di libri dello stesso autore, dello stesso genere, scritti in lingue diverse; catalogazione dei libri in ordine alfabetico, per colore, altezza, genere o argomento; accumulo di libri impilati su scaffali, comodini e scrivanie; occupazione abusiva di ogni angolo libero dentro la propria casa, in macchina, nello scantinato. Il soggetto affetto da librite sfrutta ogni momento libero della sua vita per leggere i libri prediletti, in ogni luogo possibile, affollato o isolato, in presenza di altri soggetti affetti o immuni.
Prevenzione
Allo stato attuale della ricerca clinica, non esiste alcuna misura preventiva scientificamente provata che possa impedire alla librite di scoppiare all’improvviso ed evolversi nella sua forma più pericolosa, dannosa e degenerativa.
Diagnosi
In presenza di sintomi sospetti è importante contattare il proprio libraio di base che, dopo una visita approfondita nella quale valuterà tutti i segni e i sintomi, potrà prescrivere ulteriori esami di approfondimento come per esempio una visita alla Biblioteca Nazionale a Roma per riscontrare un eventuale peggioramento dei sintomi. Ulteriori approfondimenti possono prevedere l’uso di test di psico-lettura, TC e PET al cervello per individuare metastasi di libri sospetti, ma per arrivare a una diagnosi certa è necessario effettuare una biopsia – prelievo di frammento di tessuto librinoso – e il successivo esame istologico, cioè lo studio al microscopio del frammento prelevato. Per avere un quadro più preciso della situazione, il librologo può prescrivere la libroscopia, con cui si riesce a visualizzare l’interno degli organi vitali interessati grazie a un sottile tubo inserito attraverso la bocca, utile a scandagliare la zona infetta e occupata dalla materia librosa.
La valutazione della funzionalità libritica, ovvero di come lavorano il cuore e il cervello, gli organi principalmente colpiti dalla malattia, è fondamentale se si pensa di ricorrere alla manomissione delle sinapsi e dell’anima per procedere alla estirpazione della malattia. Questo intervento è molto raro e vi si ricorre solo in casi estremi di grande gravità.
Evoluzione
La librite è una malattia contagiosa che tuttavia attecchisce su alcuni soggetti solo se geneticamente predisposti e solo se in grado di pensare autonomamente. Una volta diffusa, la librite si aggrava velocemente col passare del tempo e sfocia in una forma degenerativa difficilmente curabile. Per la stadiazione si utilizza il cosiddetto sistema IPS. Il parametro I (intelligenza) descrive la dimensione della massa libritica primitiva, il parametro P (pensiero) indica l’eventuale interessamento del cervello e infine il parametro S (soul) fa riferimento alla presenza o meno di tessuti libritici in altre parti dell’anima. La librite sfocia spesso in modo del tutto naturale in un’altra sindrome denominata Tsundoku (in giapponese 積ん読, dai verbi 積む tsumu, impilare e 読む, yomu con lettura doku, leggere), una parola giapponese che descrive l’acquisto di libri, lasciati accumulare da qualche parte nella propria casa, impilati l’uno sull’altro in attesa di essere letti.
Come si cura
L’approccio terapeutico cambia a seconda delle condizioni del paziente e dello stadio di avanzamento della malattia, delle caratteristiche personali e soprattutto del tipo di istologico del tessuto libritico. Tuttavia è fondamentale ricordare che la malattia della librite non è guaribile ma solo trattabile con alcuni espedienti che possono solo attenuarne i sintomi. Gli esperti consigliano di evitare di recarsi in libreria appena si riceve lo stipendio; di esporsi al pubblico ludibrio tale da essere considerati asociali; rifiutare voucher per acquistare libri online; accettare regali idioti che non siano libri, fingere di essere deficienti e scarsamente attratti dalla lettura per non incappare nella benevolenza libritica dell’altro. È stato difatti scientificamente provato che, nonostante il soggetto cerchi di guarire da questa gravissima malattia, anche ricorrendo a pratiche estreme come cure psichiatriche e lobotomia, vi sia una generale tendenza da parte del contesto in cui si vive e si opera, ad alimentare questa malattia e a rendere il soggetto asintomatico e quindi inconsapevole e ignaro della sua condizione clinica. A questo proposito gli esperti, i più illustri scrittori del mondo, consigliano ai soggetti affetti da questa malattia di vivere serenamente questa sindrome, accettare la propria condizione clinica e rimediare ai suoi effetti dannosi il più tardi possibile.
Esistono molte associazioni senza scopo di lucro che offrono servizi di supporto psicologico ai pazienti in cura affetti dalla librite, laddove un confronto con altri soggetti colpiti dalla stessa malattia può aiutare a superare quel senso di smarrimento e solitudine che spesso colpisce i malati di librite.
Potrebbe essere utile ai pazienti fornirsi di un vademecum di comportamenti e abitudini di vita da mettere in atto per provvedere alla cura di se stessi e procedere ad una genuina accettazione della propria condizione. Per questo vorremmo offrire a tutti coloro che soffrono di questa malattia la lettura del manifesto “I diritti del lettore”, tratto dal libro di Daniel Pennac “Come un romanzo”.

