BUON COMPLEANNO!

Un motto giapponese recita ばんぶつるてん (万物流転), un yojijukugo (proverbio giapponese di quattro caratteri) che esprime un pensiero molto simile al nostro panta rei (πάντα ῥεῖ). Tutto scorre, tutte le cose sono sottoposte al flusso perenne del cambiamento, così come è impossibile immergersi due volte nello stesso fiume perché le sue acque scorrono di continuo. 

Le cose belle volano via e spesso non ne apprezziamo pienamente la bellezza e la gioia che ci trasmettono perché il nostro pensiero ne scopre e ne teme immediatamente la fine. Se panta rei, è vero però che anche le cose brutte passano e finiscono. 

Tutto ha una fine: le cose, i pensieri, la vita. Terminando lasciano un vuoto che non è un nulla indefinito, ma uno spazio libero, pronto a ricevere qualcosa di nuovo, di modificato, di ristrutturato, bello o brutto, che ci piaccia oppure no, che ci dia gioia oppure dolore. Questo non possiamo saperlo. A nessuno è dato di prevedere il futuro, e che tristezza sarebbe se potessimo farlo. Vedremmo il bello che ci aspetta, ma anche il brutto, in un equilibrio perfetto tra bene e male di cui sarebbe terrificante prendere atto. 

Ho scoperto quindi di essere fortunata. Arrivata a questa età, tutto sommato relativamente esigua, ho vissuto l’esperienza del dispiacere, della delusione, della paura, della rabbia, della tristezza, della sofferenza, del dolore e della morte, ma anche quella del piacere, dell’illusione, del coraggio, della gioia, della soddisfazione, della contentezza, della felicità e della rinascita. Ho sperimentato tutte, o quasi tutte, le emozioni dell’essere umano, non mi sono fatta mancare nulla e questo è uno splendido traguardo. 

Lo comprendo oggi, dopo un lungo periodo di oscurità, al termine del quale mi trovo a essere pienamente consapevole della mia vita e di me stessa. Nonostante non sia ancora finita, è stata un’estate decisiva, alla quale posso mettere ora un punto per chiudere questo libro e cominciarne subito un altro. Piccoli cambiamenti, fuori e dentro, che si sono realizzati attraverso decisioni prese dopo attenta riflessione, necessarie seppur dolorose, faticose, e che, forse, e ne chiedo scusa, sono state motivo di dispiacere per chi si è imbattuto sulla mia strada. 

Ho paura di guardare al futuro e di programmarlo, o anche solo di immaginarlo, ma sto ricominciando a farlo con la consapevolezza che tutto scorre, e questo mi conforta, mi consola, mi rende più forte e determinata a sfidare questa vita che mi è toccata in sorte, con la certezza che tutte le cose lucenti e quelle buie che capiteranno, e che mi sono accadute, finiranno e con esse, la vita stessa. Avrò comunque paura della morte quando arriverà, ne sono certa, ma sento che sarà un nulla più vivo della disperazione che si prova a vivere nel timore e nella rabbia. Sento che i cerchi nell’acqua che ho lasciato e che seminerò si allargheranno sempre di più fino a perdersi nell’eco della vita di coloro che amo, che, ho scoperto, mi amano, e che hanno decisamente contribuito a permettermi di raggiungere un obiettivo importante: accettare ciò che accade, nel bene e nel male, che non è mera rassegnazione, ma un mescolarsi continuo con la vita e con ciò che la rende mutevole, in continuo cambiamento. 

Insomma Giorgia! Ora dati una calmata: non è che improvvisamente sei diventata un buddha che lievita sulla superficie del suolo terrestre. Non hai nemmeno un discepolo, quindi tranquilla: non entrerai di diritto a far parte delle divinità eterne. C’è da sudare ancora…

Sei stata brava, devo ammetterlo. 

Devi considerare però che sei stata fortunata perché sulla strada del tuo cammino hai incontrato delle belle persone. 

Quelle che vivono accanto a te ogni giorno, che sopportano le tue smanie, le tue ossessioni e apprezzano i tuoi slanci e le tue follie. Abbracciali sempre e a loro dedica la tua gratitudine. 

Quelle che sono presenti nella tua vita e che ti hanno aiutata a superare il dolore e il buio, senza risparmiarsi mai, che hanno temuto con te il peggio e che hanno sempre creduto nel meglio, che ti hanno contagiata di speranza e di buon umore.

Quelle che hanno avuto paura, che si sono allontanate e che hanno permesso alle nebbie di diradarsi. 

Quelle dalle quali hai preso le distanze e rispetto alle quali ti sei posta in un punto di osservazione, in attesa di capirci qualcosa.

Quelle che ti hanno dato saggi consigli, che ti hanno spalleggiato, che hanno camminato accanto a te, e anche quelle che ti son passate avanti o che sono rimaste indietro.  

Quelle che hanno recitato diecimila avemaria e quelle che hanno detto una tonnellata di stronzate.

Quelle che non sono propriamente delle persone, ma si comportano come tali, ma non è vero che amano gratuitamente. Devi dar loro da magiare, sennò col bip che ti sono devoti…!

Quella più amata, che ha deciso di andar via ma che rimarrà sempre con te, perché dentro di te. 

Per finire, che kulo! 

Buon compleanno Giorgia!

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